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ZIBIDO SAN GIACOMO

Pozzo gas: Apennine lascerà Zibido. L’impianto di perforazione verrà smontato entro il mese di settembre

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“L’azienda ha raggiunto la profondità finale di 4472 metri, di cui circa 100 metri all’interno della roccia serbatoio. Sono state registrate presenze di gas, accompagnate tuttavia da fuoriuscita di acqua e fanghi. Gli indicatori fin qui registrati suggeriscono una concentrazione di gas che la società giudica non sfruttabile commercialmente”. In un comunicato sintetico diffuso nei giorni scorsi dalla società “Apennine Energy” è giunta la conferma che la ricerca di gas metano prevista dall’autorizzazione ministeriale del pozzo “Moirago 1dir” si è conclusa.

Anche se, si legge sempre nella nota, “La società intende effettuare ulteriori valutazioni, ma se queste dovessero confermare quanto ipotizzato, saranno probabilmente seguite dalla chiusura delle operazioni sul pozzo Moirago 1 dir”. Cosa succederà? “Fin dalle prime fasi, quando siamo stati informati della concessione ministeriale – sottolinea il sindaco Piero Garbelli – abbiamo avviato una consultazione tra i cittadini, partecipato a tutti i tavoli tecnici durante i quali sono state poste le osservazioni raccolte e avanzate delle specifiche richieste, sia di salvaguardia del territorio sia di impegno in opere o attività di mitigazione e compensazione. Per la prima tranche, quella di ricerca, era stato previsto un investimento a carico della società di circa 800.000 euro che dovrà essere garantito”.

In particolare, interventi sulla viabilità e la sicurezza urbana, la sistemazione di alcune aree verdi, la riqualificazione di alcuni impianti del campetto polivalente e opere quali: la realizzazione di un impianto fotovoltaico per il plesso scolastico e la riqualificazione energetica di alcuni edifici pubblici (Centro civico San Pietro, Centro civico Badile e Comune) oltre a forniture per la Protezione civile.

“Abbiamo affrontato il problema con determinazione – evidenzia il primo cittadino – cercando di caricare tutti i rischi d’impresa sulla società, traendo il massimo dei benefici possibili per il nostro territorio. Le altre opere previste per la seconda fase, che non ci sarà, non verranno quindi eseguite. Ora l’azienda dovrà ripristinare i luoghi, smantellando tutti gli impianti, riqualificando e bonificando l’area”.

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Autore:ces

Pubblicato il: 14 Luglio 2017

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