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TREZZANO SUL NAVIGLIO

Timidi passi avanti tra Amministrazione e Ri-Maflow Bottero: “Obbligati a far rispettare le regole”. Le opposizioni: “Servirebbe maggior coraggio”

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Un’Amministrazione onesta ma neutrale, un Sindaco trasparente ma vincolato dalle normative, un Comune impantanato in leggi che non ha scelto e un’esperienza, la Ri-Maflow, da regolarizzare e da salvaguardare. Potremmo riassumere così la situazione relativa alla celebre ex fabbrica trezzanese, della quale si è trattato nel Consiglio comunale aperto di lunedì 22 giugno. In una sala consiliare gremita di persone, si è provato a fotografare una situazione complessa. Il risultato? Uno spiraglio di speranza in più, qualche passo in avanti (a parole) e un protocollo d’intesa da firmare al più presto. IL SINDACO BOTTERO RIPRENDE ANTIGONE, L’EX SENATORE MALABARBA IL PAPA E LA COSTITUZIONEIl Consiglio comunale si è aperto con l’intervento del Sindaco
Fabio Bottero, che ha citato la storia di Antigone, figlia di Edipo, condannata a vivere imprigionata in una grotta per aver dato sepoltura al fratello, nonostante il divieto del re. La metafora è chiara: chi ha delle responsabilità normative e dei vincoli non può non rispettarli, anche se magari talvolta vorrebbe farlo. “Abbiamo operato in queste settimane con il guanto di velluto e stiamo solo facendo il nostro dovere, la messa in sicurezza dello stabile è imprescindibile” ha dichiarato il Sindaco nel commentare le irregolarità attualmente presenti nel sito di via Boccaccio 1: “La Repubblica è basata sul lavoro, ma sul lavoro legale e sicuro, non in luoghi non a norma” ha proseguito il primo cittadino, concludendo: “Come Amministrazione siamo neutrali, dobbiamo lavorare per il protocollo d’intesa e lo stiamo facendo, nelle prossime settimane servono però pazienza, toni bassi e nessuna forzatura: fino ad ora la mia Amministrazione ha sempre mostrato solidarietà ai lavoratori”.A Bottero ha risposto l’ex Senatore
Luigi Malabarba, sindacalista che sta seguendo la vicenda per la cooperativa Ri-Maflow. Malabarba ha prima elogiato l’esperienza Ri-Maflow, capace di costituire “un laboratorio di idee ed iniziative che ha evitato situazioni di assistenzialismo passivo, per molti lavoratori”. Poi ha citato Papa Francesco e l’articolo 42 della Costituzione italiana, sulla questione della proprietà privata. Infine, ha dichiarato: “Abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare, abbiamo sanato le presunte irregolarità, abbiamo ottenuto l’allacciamento delle utenze dalla proprietà dello stabile, attraverso un comodato di fatto, e siamo sopravvissuti per due anni: ora chiediamo impegni chiari”. Malabarba ha poi auspicato: “Come cooperativa Ri-Maflow desideriamo firmare al più presto il comodato d’uso con Unicredit: se il progetto Ri-Maflow ha per voi una valenza sociale, non siate neutri e appoggiate i lavoratori”.LE OPPOSIZIONI CHIEDONO PIU’ CORAGGIO E PIÙ FATTITra le opposizioni consiliari, l’intervento più corposo è stato sicuramente quello del consigliere
Guido Nani (M5S): “La Ri-Maflow ha finora fatto il percorso da sola, nessuna istituzione ha creduto in un progetto che potrebbe diventare un’eccellenza: un’Amministrazione non deve solo guardare al rispetto delle leggi, deve andare molto oltre”. Nani che ha concluso: “Una corposa parte della forza-lavoro trezzanese è rimasta ferita, rimanere neutri non è accettabile”. Non molto soddisfatti da ciò che hanno sentito in aula anche
Giuseppe Russomanno (“Avrei voluto sentire meno Antigone e più concretezza”) e
Guido Gervasoni (Trezzano Oltre): “Spiace che manchi Unicredit in questa serata, credo comunque che un’Amministrazione non possa solo comportarsi in maniera neutrale”.
Davide Mamone

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Autore:mmv

Pubblicato il: 26 Giugno 2015

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