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TREZZANO SUL NAVIGLIO

Rimaflow: appello internazionale

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“Dove qualcuno aveva scritto la parola fine, gli operai e le operaie, insieme ai giovani e alle giovani precarie hanno creato socialità”, si legge in un appello internazionale promosso in rete per promuovere una campagna di sostegno a Ri-Maflow, la nota impresa recuperata di Trezzano sul Naviglio, a Milano. Tra riciclo e autoproduzioni, iniziative sociali e culturali, la loro meravigliosa storia di autogestione e conversione ecologica cerca oggi di reinventare la produzione, ma occorre riavviare alcune macchine: per farlo hanno bisogno di acquistare un impianto per la distribuzione di aria compressa. Ecco il loro appello: In piena solidarietà con un movimento internazionale, finora insufficiente a spezzare la gestione capitalistica della crisi, ma pur sempre generoso, si colloca l’esperienza della Ri-Maflow in Italia. La Ri-Maflow è una cooperativa di operai e operaie di Trezzano sul Naviglio, a Milano, fino al 2012 sede della Maflow che contava utili, commesse, stabilimenti in tutto il mondo. Alla sua chiusura, gli operai non si sono arresi, hanno deciso di occupare lo stabilimento, iniziando una nuova storia, fatta di autogestione e democrazia. Hanno alzato lo sguardo verso le esperienze delle Fabbriche Recuperate Argentine o del Movimento dei Sem Terra brasiliani. “Occupare, resistere e produrre” è diventato anche il loro motto. In un anno e mezzo molto è stato fatto: i capannoni dismessi sono tornati a funzionare, è stata realizzata la Città dell’Altra Economia, è nato un mercato alternativo, corsi culturali e di spettacolo ma anche uno spazio di distribuzione “Fuori mercato” in collaborazione con SoS Rosarno, l’esperienza calabrese in grado di strappare i migranti allo sfruttamento della produzione di arance. Dove qualcuno aveva scritto la parola fine, gli operai e le operaie, insieme ai giovani e alle giovani precarie hanno creato socialità. Questa storia, però, oggi vuole e deve compiere un passo in più. Realizzare l’obiettivo ambizioso di passare alla produzione per conquistare un salario pieno per tutte e tutti nel corso del 2015. Per questo ha avviato una campagna di solidarietà con l’obiettivo minimo, ma prezioso, di ACQUISTARE UN IMPIANTO PER LA DISTRUBUZIONE DI ARIA COMPRESSA indispensabile per azionare tutti i macchinari. Non sfugge a nessuno la valenza politica che un tale successo avrebbe non solo per quegli operai ma anche per una prospettiva di autogestione e uscita dalla crisi dalla parte dei diritti di chi lavora, contro le prerogative del capitale. Per questo riteniamo utile e giusto sostenere questa campagna. Come studiosi e studiose, artisti e artiste, militanti politici sociali, operatori e operatrici del mondo dell’informazione, semplici cittadini e cittadine vogliamo spendere la nostra parola per dire che RI-MAFLOW VUOLE VIVERE! COME SOSTENERE LA CAMPAGNA: Sono possibili adesioni individuali e collettive all’appello, sottoscrivendo un contributo alla piattaforma produzioni dal basso (un contributo anche piccolo è vivamente consigliato) e inviando una mail a: rimaflowvuolevivere@gmail.comChi volesse realizzare iniziative sul proprio territorio e richiedere materiali e video può scrivere sempre a rimaflowvuolevivere@gmail.comChi preferisce fare direttamente un bonifico bancario può farlo a: Associazione occupy Maflow, IBAN: IT93S0501801600000000158008 c/o Banca Etica, causale: DONAZIONE RIMAFLOW VUOLE VIVERE.www.rimaflow.it

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Autore:ces

Pubblicato il: 24 Ottobre 2014

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