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MILANO

Rimossi i barconi “abusivi” ormeggiati lungo il Naviglio Se ne va un pezzo di storia lungo le sponde del Pavese

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Dopo un contenzioso pluridecennale tra i gestori e il Comune, Milano dice addio ai barconi del Naviglio Pavese, trasformati dai primi anni Ottanta in bar-ristoranti abusivi. La rimozione arriva dopo che il Tar, nel luglio scorso, ha rigettato l'ultimo ricorso presentato dai proprietari dei barconi abusivi, per occupazione non autorizzata di spazio del Demanio.

Il Comune di Milano ha sempre ritenuto i ristoranti galleggianti incompatibili con i vincoli ambientali cui sono soggetti i Navigli. A pagare le spese, più di 100.000 euro, sarà intanto Palazzo Marino, che però chiederà poi il conto ai gestori dei locali. L'area di cantiere, tra piazza XXIV Maggio e il ponte di via Gola, è stata isolata con nastri e transenne e controllata da polizia, carabinieri, agenti della polizia locale, protezione civile e sommozzatori.

L'impresa ha cominciato con la rimozione degli arredi e del tetto delle imbarcazioni con un ragno meccanico per poi procedere con il sollevamento delle chiatte attraverso una gru e il trasporto eccezionale durante la notte. La decisione del Consiglio di stato, che ha sentenziato i barconi dovessero levare gli ormeggi, non significa però che non sarà più possibile attraccare chiatte sugli specchi d'acqua.

Scrivono infatti i giudici che "lo spazio acqueo occupato dal barcone costituisce un bene demaniale economicamente contendibile, il quale può essere dato in concessione ai privati, a scopi imprenditoriali, solo all’esito di una procedura comparativa a evidenza pubblica". Non è quindi escluso che un domani gli spazi demaniali occupati dai barconi siano messi a bando malgrado il Comune abbia sempre ritenuto i ristoranti galleggianti incompatibili con i vincoli ambientali cui sono soggetti i Navigli.

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Autore:grs

Pubblicato il: 12 Gennaio 2018

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