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MILANO

Mercato: auto usate, occhio alla truffa! Dall’assegno circolare... «cabriolet» all’esca del pagamento maggiorato, fino alla fuga durante la prova

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Come comprare o vendere un’auto usata senza rischiare la truffa?

Sono sempre più le notizie che di recente balzano agli onori della cronaca e riportano di ignari acquirenti raggirati o di persone che vogliono «piazzare» il proprio usato senza passare dalle concessionarie.

Di recente, in provincia di Bergamo, cinque titolari di una ditta di vendita autovetture acquistavano veicoli dismessi dagli autonoleggi, cancellavano i chilometri percorsi ed effettuavano ripetuti passaggi di proprietà. Risultato: la macchina veniva venduta con poche migliaia di chilometri sul tachimetro quando invece era stra-usata e quasi «spompata».

È solo un esempio, ma il rischio è alto: vediamo come è possibile cercare di tutelarsi. La truffa dell’assegno circolare capita a chi ha da vendere un’auto costosa. In questo caso si viene contattati da un giovane distinto ed educato che di solito fa domande dettagliate e poi chiede un appuntamento. Si presenterà con il padre, un uomo per bene ed apparentemente facoltoso.

Dopo una breve chiacchierata viene proposto il pagamento con assegno circolare, praticamente soldi cash. Terminate le pratiche burocratiche, la banca chiamerà dopo qualche giorno per informare che l’assegno è contraffatto. A quel punto si scopre che il giorno della transazione l’auto è stata trasferita all’estero e i malfattori hanno già fatto perdere le proprie tracce.

L’esca del pagamento più alto. Si viene contattati da un potenziale acquirente straniero che offre una cifra maggiore di quella richiesta. A sostegno dirà che ha intenzione di trasferirsi in Italia ed ha fretta di acquistare. I soldi, secondo questa tecnica, sarebbero accreditati sul conto di chi vende che poi restituirà una parte del surplus ad affare concluso. La possibilità di incassare comunque di più, solitamente fa gola a chi vende e il raggiro va a buon fine.

Di solito si ha a che fare con un truffatore legato ad un’organizzazione che ricicla denaro sporco. Meglio evitare, anche perché si rischia di essere coinvolti come complici di questo gravissimo reato.

E per chi compra? Ricordiamo sempre che un’auto non può essere messa in vendita alla metà del suo valore reale: il mercato non perdona, un prezzo troppo basso nasconde sempre qualche inganno. Se si scopre ad esempio che si tratta di una concessionaria straniera deve scattare subito un campanello d’allarme: viene chiesto un acconto del 50%, solo per aprire la pratica, il resto si può pagare alla consegna. Invece, pagato l’acconto, tutti spariscono (e pure i soldi). Infine, meglio evitare di andare da soli agli appuntamenti «di prova».

Non sono pochi i casi in cui, con una scusa, il finto acquirente ingrana la prima e scappa a rotta di collo lasciando il povero truffato con un palmo di naso.

Hai voglia a chiamare il 113... la tua (ex) macchina chissà dov’è!

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Autore:ces

Pubblicato il: 06 Ottobre 2017

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