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Buccinasco, profughi e “menate varie”

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In attesa che la politica nazionale o europea trovi la quadra sul dramma dei profughi o non profughi, è auspicabile che la questione sia tentativamente affrontata nel nostro territorio. Questo è un bisogno, con tutti gli altri bisogni. Sull’umano non esiste straniero o nazionalità e tanto meno circostanza. Certamente è bene che il metodo di aiuto cambi, nell’indirizzo del sostegno sociale politico, a partire dai paesi di provenienza. Ma nel frattempo, non si può fare finta che nulla stia succedendo. Non per ultimo, che un’ospitalità guidata è meglio che una costrizione impotente. La Prefettura sull’argomento indica un percorso di cui occorre tenerne conto. Spero e desidero che a Buccinasco, come in altri Paesi, ci sia in merito un coordinamento reale, capace di coinvolgere in ogni forma la nuova emergenza e che la comunità tutta, per quello che può, sostenga l’urgenza. Papa Francesco nei suoi continui appelli domanda ospitalità. Questo è il Papa che piace a tutti, allora facciamo il piacere di accogliere le sue raccomandazioni in nome di Dio. La scelta del Comune di Buccinasco va sostenuta, in quella libertà che la fede o la singola umanità sociale suggerisce. Altre menate restano, e le menate non hanno mai costruito nulla. Nel frattempo aspettiamo, sperando che la politica nazionale o internazionale trovi presto una soluzione.

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Autore:ces

Pubblicato il: 14 Luglio 2017

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