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CORSICO

Appello ai Sindaci e alla politica del nostro territorio Il 4 marzo si vota? E io, noi, cosa ci guadagniamo? Il nostro territorio cosa ci guadagnerà dalle prossime elezioni?

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Siamo idealmente legati alla sinistra o alla destra o al centro e così via…è iniziata la campagna elettorale: le promesse, le urla, le false aggregazioni e le nuove promesse. Tutti con grandi visioni del futuro giudicano il passato e promettono il futuro. Da Berlusconi a Renzi, da Maroni a Lupi, da Di Maio a Grasso e non per ultimo Salvini e così via. A seguire i politici del nostro territorio: da Errante a Pruiti, da Negri a Musella e così via. Sindaci, assessori e consiglieri comunali saranno impegnati a proporre nomi e partiti, e accoglieranno nei nostri paesi i “santoni della politica” che verranno a dirci cosa votare, a urlare e sbraitare con promesse di nuova Europa, di nuovo stato di nuova regione, per poi sparire sino alla prossime elezioni. Sono anni che le promesse di un futuro migliore si sprecano e si perdono nei programmi, tra certezze che solo la politica sembra avere.

Il 4 marzo si andrà a votare per il rinnovo del governo nazionale e regionale e già si prevede che a decidere saranno gli “incazzati”, i delusi, i senzatetto, le imprese disoccupate o fallite, i disoccupati nel lavoro e poi i “giovani anziani”, esclusi dalla socialità locale e poi ancora le nuove generazioni che poco sanno della Costituzione e degli ideali per cui un giorno sono nati i partiti in tutta le loro diversità.

Oltre a questi, in nome della democrazia, deciderà chi a forza di inerzia si recherà a votare per partito preso, per un credo che ormai non passa più nè dai partiti nè tantomeno dalle sacrestie. Voteremo per il nuovo Cesare senza preoccuparci molto di un Dio scomodo e sempre più allontanato. Voteremo? Mi chiedo se sarò tra quelli che andrà a votare per inerzia o che non andrà a votare perché le promesse non mi bastano più. Voglio leggere nei programmi elettorali, oltre l’Europa anche il nome del mio Comune e l’affrontare i suoi bisogni. Posso accettare nuove promesse, ma almeno che abbiano nome e cognome.

Si voterà in ogni caso, con me o senza me. Vivo e ritengo di conoscere il nostro Sud di Milano e anche i nostri Comuni con la sua gente abbandonata ai suoi bisogni e che, solo grazie al mondo dell’associazionismo, non è ancora arrivata al fallimento. I nostri amministratori comunali, seppure nella diversità, hanno oggi la grande occasione di domandare sostegno: lavoro, assistenza, formazione, quartieri non abbandonati, strutture scolastiche dignitose… I nostri paesi sono il centro della risposta al bisogno delle nuove immigrazioni, da ogni parte del mondo: profughi, emarginati, delinquenti o nuovi santi in nome di un Dio che sembra essere diverso dal nostro.

Ci saranno le elezioni ma la domanda resta: chi si occuperà di noi? Quale politica per il territorio, i suoi comuni, i suoi quartieri? Sono veramente convinto che i nostri comuni, con i loro amministratori e consigli comunali al completo, le parti sociali di ogni forma, dovrebbero domandare ad ogni futura politica una “contropartita”! Chi si occuperà di noi?

Che ogni consiglio comunale si riunisca per il bene comune e faccia l’elenco dei bisogni, domandando alla politica che concorre per il governo regionale o nazionale un impegno! Sarebbe l’inizio di una nuova socialità, il territorio le sue istituzioni, le parti sociali in ogni forma devono alzare la voce in nome e per conto di tutti i bisogni dei loro cittadini.

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Autore:rec

Pubblicato il: 12 Gennaio 2018

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