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CESANO BOSCONE

Bianco e Negri all’ultimo confronto in vista delle primarie Un botta&risposta che ha rischiato di degenerare, poi proseguito con toni costruttivi sui diversi temi caldi

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Chi era uscito di casa, nonostante la pioggia battente, per evitare di vedere uno dei componenti della propria famiglia intento nell’ascoltare in tv le urla di Carlo Cracco , Bruno Barbieri e Joe Bastianich contro i concorrenti di Masterchef è finito per cascare, come si dice in questo caso, dalla padella nella brace, ascoltando altri tipi di “urla”. Quelle dei due candidati alle primarie del Pd, Simone Negri e Giovanni Bianco , i quali nella serata di giovedì 16 gennaio hanno iniziato in modo scoppiettante il secondo confronto pubblico, tenutosi presso la Sala della Trasparenza. L’incontro, mediato dal Segretario Pd Carlo Rognone , era iniziato in modo piuttosto pacato. Con l’intervento dell’assessore Tango a portare gli onori di casa da parte dell’Idv e con l’incipit del sindaco Vincenzo D’Avanzo , che ha rivolto ai candidati quattro domande, ricostruendo una scena che deve aver riportato con la mente, molti degli oltre cento presenti, ai tempi di scuola: sembrava infatti di vedere un Professore dettare ai due allievi i quesiti per un compito in classe.Appena, però, il microfono è passato ai candidati, la battaglia ha avuto inizio. E all’attacco è andato Simone Negri, che ha sottolineato la volontà di voler affrontare le problematiche relative alla piscina e alla gestione della scuola di musica “in discontinuità con l’ultima Amministrazione” ; poi ha proposto i capisaldi del proprio programma, dalla “revisione capillare della spesa, con lo snellimento della macchina comunale” alla “ferma volontà di evitare ulteriore consumo di suolo” . Non è mancata una piccola grande frecciatina a Giovanni Bianco: “Il sindaco deve essere a tempo pieno, ci vuole un’adesione totale al territorio e io lascerò il mio lavoro dovessi diventarlo: mi chiedo come Giovanni possa fare da questo punto di vista, considerati gli impegni professionali e familiari che lo tengono lontano da Cesano” .La palla è passata a quest’ultimo, che ha risposto a tono, pur mantenendo a freno i nervi: “Queste strategie comunicative non mi interessano” ha iniziato, “non voglio far polemica e non voglio cadere in nessuna trappola. Io di promesse non ne faccio e credo fortemente che l’innovazione sia nel modo di operare, non nel cambiamento delle persone” . Bianco, che nell’intervento precedente aveva accennato al suo programma, ricordando che “fare politica significa fare delle scelte, non si potrà dire di sì a tutti”, ha concluso con un: “In questi anni, chi era sempre a Milano a lavorare eri tu Simone, io questo territorio l’ho vissuto e lo vivo dodici ore al giorno!” .Un botta&risposta che ha rischiato di portare il dibattito verso lidi tempestosi, considerando anche l’atmosfera che era venuta a crearsi: da una parte, per Negri, gli applausi scroscianti dei suoi sostenitori, dall’altra quelli per Bianco e il reiterato “bravo Giovanni, bravo!”, urlato dall’attuale vice sindaca Lilia Di Giuseppe .La Sala, che se avesse continuato così, sarebbe potuta diventare un’interessante fonte di studio per qualche sociologo, si è poi acquietata, assieme ai due candidati. I quali, nel corso della restante parte del dibattito, hanno snocciolato le proprie posizioni riguardanti il territorio cesanese, che ci serbiamo di elencare qui a fianco.

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Autore:(mm

Pubblicato il: 24 Gennaio 2014

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