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FuturAssago e la questione della rapprentatività 

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Sul documento pubblicato da FuturAssago , con il quale vengono ricostruite alcune vicende politiche assaghesi che vedono protagonista il PD, la lista de “Il Bene in Comune” si è espressa con considerazioni che riteniamo interessanti. Concetta Simona Piccolo , candidata Sindaco della lista “Il Bene in Comune”, nell’esporre la propria opinione in merito, introduce i temi della rappresentanza politica e della rappresentatività politica.Senza alcuna ambizione di fornire dotte definizioni, ci limitiamo nella più estrema semplicità a suggerire questa visione della rappresentanza e rappresentatività politica:• la rappresentatività consiste sostanzialmente nella capacità di essere basato sul rapporto diretto tra corpo elettorale e persone elette che si rifanno a un’ideologia, interessi, bisogni propri di una categoria di persone;• la rappresentanza è la delega conferita a un soggetto per esercitare la rappresentatività.In poche parole, e a titolo di esempio, i partiti esprimono la rappresentatività di una categoria di persone e i leader politici rappresentano quella categoria di persone.Vediamo come, ad Assago, hanno funzionato, nel tempo questi due concetti. Sino alla metà degli anni ’80 ad Assago si contrapponeva sostanzialmente il Partito Comunista e la Democrazia Cristiana: alle elezioni del 1985, il PCI si presentò insieme al PSI e propose come candidato Sindaco un giovane socialista rampante, Graziano Musella , che insieme al Vicesindaco espresso dal PCI contribuì all’esplosione urbanistica di Assago.Se parliamo di rappresentatività politica facciamo fatica a pensare al PCI e al PSI di allora come portatori di interessi convergenti, ma, a livello locale, la crescita del consenso del PSI avrebbe determinato una pericolosa erosione di voti nel PCI, e un frazionamento dell’elettorato di “sinistra” avrebbe potuto aprire la porta a una possibile vittoria della DC. Riteniamo che in questo caso il peso specifico degli interessi locali dei partiti abbia avuto il sopravvento sull’effettiva rappresentatività degli interessi locali dei cittadini: si votava la bandiera, non tanto i programmi, le percentuali di affluenza erano prossime al 90%. La questione della rappresentanza (ossia di chi deve guidare la rappresentatività) era ancora in là da venire.Musella, per nulla intenzionato ad abdicare, andò a costituire poi quel centro-destra locale che gli ha garantito la carica di Sindaco ininterrottamente sino al 2004. In questo caso la questione della rappresentanza ha evidentemente prevalso sulla rappresentatività politica e degli effettivi bisogni locali.Musella dovette completare il programma edificatorio ad Assago, e si affacciò quello che oggi è la famosa D4. Eravamo alla vigilia del 2004, qualche tempo prima nacque il movimento della Torre di Babele che si oppose alla realizzazione di opere faraoniche a Nord del territorio. L’obiettivo unico di tutti gli oppositori del tempo fu impedire alla lista di Musella (non candidabile a Sindaco a causa delle due legislature continuative) di rinnovarsi alla guida di Assago, per contrastare una nuova enorme colata di cemento. Vedemmo nascere una lista civico/politica composta da PD, Rifondazione Comunista, ambientalisti e Comunione e Liberazione. In questo caso forse l’elemento di rappresentatività degli interessi dei cittadini celava obiettivi propriamente politici, poi sappiamo come è andata.Cosa ci dice questa sommaria ricostruzione delle vicende politiche assaghesi? Che in ambito locale le questioni della rappresentatività politica, della rappresentanza e delle dinamiche di aggregazione politica per la costituzione delle liste, si pongono con contorni sfumati, sempre in precario equilibrio tra la rappresentatività politica nazionale, gli interessi partitici locali e la rappresentatività degli interessi e bisogni locali.La candidata Concetta Simona Piccolo, per realizzare il proprio programma elettorale, oggi chiede un atto di fede, perché non ci sono certezze nella stabilizzazione del quadro politico che si sta prospettando. FuturAssago non può vantare una rappresentatività manifesta sul territorio derivante da una rappresentatività politica, ma siamo sicuri che FuturAssago sarà la risposta di tutti coloro che pensano che Assago può essere amministrata dai cittadini per i cittadini, che il governo di Assago non deve necessariamente essere prerogativa esclusiva dei partiti politici, che amministrare Assago non deve essere una professione ma deve essere servizio. In questo senso, crediamo che FuturAssago possa costituire la rappresentatività di una vasta fascia di cittadini assaghesi e che Ivo Simone possa interpretare al meglio il ruolo di rappresentanza di questo movimento.

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Autore:ces

Pubblicato il: 24 Gennaio 2014

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